Tutti pazzi per gli NFT: le novità tra arte e cultura della Galleria degli Uffizi e del made in Italy di Giallozafferano

Tutti pazzi per gli NFT: una vera e propria moda che sta spopolando ed ha investito anche i personaggi del mondo dello spettacolo, appassionando invece i fautori della tecnologia e del mondo token. Ormai i maggiori brand stanno abbracciando il mondo NFT, producendo i più svariati certificati che attestano l’autenticità, l’unicità e la proprietà di un oggetto digitale ambito dagli utenti, che farebbero follie pur di accaparrarsi i pezzi più pregiati delle varie collezioni. I token non fungibili infatti, vengono registrati in una blockchain e non possono essere scambiati tra loro né copiati: un oggetto unico, raro, che rende così la compravendita speciale e non replicabile. In quest’ottica di idee rientrano infiniti brand e marchi di lusso, che hanno sposato in maniera molto originale il mondo NFT, sorprendendo sempre di più gli appassionati, Tra questi la Galleria degli Uffizi e Giallozafferano.

La Galleria degli Uffizi ha provato ad aprire la strada ad una mission quasi impossibile: provare a cedere un’opera d’arte mondiale del museo proprio sotto forma di NFT. La particolarissima idea è giunta all’eclettico direttore Eike Schmidt, che non si tira di certo indietro in quanto ad innovazioni ed originalità, puntando tutte le sue fiches su questo esperimento…che purtroppo però, non è riuscito. L’opera in questione è il Tondo Doni di Michelangelo risalente al 1504-1506 che rappresenta la Sacra Famiglia. La prima riproduzione digitale in serie limitata è stata venduta 240.000 euro nel maggio scorso, consentendo al Museo degli Uffizi di incassare il 50% del ricavo netto. L’accordo della Galleria era con l’azienda che aveva digitalizzato l’opera, Cinello, procedendo con la vendita di altre 40 opere in serigrafia digitale ed avevano aderito all’iniziativa altri musei italiani. L’imprevisto è però dietro l’angolo ed il Ministero della Cultura ha diramato una circolare chiedendo di non stipulare né rinnovare contratti con la società partner degli Uffizi per la digitalizzazione delle opere museali che costituiscono il fulcro dell’attrattiva dei musei stessi. Insomma, il primo passo è stato nella giusta direzione ma nelle errate modalità: già è al vaglio degli esperti uno studio specifico per una regolamentazione idonea alla vendita di nuove serigrafie, non andando contro la circolare del Ministero.

Anche GialloZafferano ha voluto dare il suo personale benvenuto al mondo NFT, lanciando quindici opere d’arte digitali dedicate alle ricette italiane più conosciute e amate nel mondo. Il bellissimo e succulento progetto è in collaborazione con OMD Italy e ACTA Fintech, con l’obiettivo di innovare, proteggere e diffondere il Made in Italy in tutto il mondo tramite una passione che unisce proprio tutti, quella per il buon cibo. Non a caso Giallozafferano ha selezionato i piatti più iconici d’Italia, affidandoli ad alcuni degli chef più affermati del panorama nazionale secondo la ricetta autentica, certificata da un comitato gastronomico composto da specialisti del settore. Nulla è lasciato al caso, con un fine benefico per i ricavi raccolti. Tra le opere, sono presenti le rappresentazioni del Risotto alla Milanese dello chef pluristellato Alessandro Negrini; il Tiramisù di Frau Knam e la versione speciale di Ernst Knam; la Pizza Margherita del campione mondiale Davide Civitiello e la Carbonara di Luciano Monosilio, fotografate da Marianna Santoni, artista della fotografia digitale a livello internazionale. Le opere sono diventate poi NFT in edizione limitata, per 99 esemplari, di cui 98 saranno acquistabili sul mercato attraverso la piattaforma Opensea al prezzo di 99€. Che magia.

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