Great Resignation, bonus psicologico e la voglia di godersi la vita

I dati dei sondaggi negli Stati Uniti in riferimento al 2021 ed all’inizio del 2022 confermano la modalità YOLO abbandonando lavori insoddisfacenti e rapporti sentimentali non appaganti, puntando ad una vita diversa inseguendo le proprie ambizioni preservando più tempo per sè

La percezione di quanto sia cambiato il mondo la si ha forte e chiara quando si discosta lo sguardo dal proprio presente, cercando di guardare al di là del proprio cammino, in attesa di un futuro non troppo lontano. E lì dove un tempo giacevano fertili aspettative, sogni ed ambiziosi, adesso c’è un prato incolto di ansie e paure. Niente timori: sono i postumi di una pandemia che ha fortemente mutato la società nel modo di vivere e concepire la quotidianità, rivalutando completamente priorità e passioni. “Se dovessi morire ora, la tua famiglia piangerà a lungo mentre il tuo capo starà già cercando un sostituto”, recita un adagio diventato virale sui social negli ultimi mesi e che mi ha fortemente colpito, riassumendo al meglio ma con freddo cinismo la situazione attuale che viviamo. Davanti alla caducità della vita, ciò che davvero conta sono gli affetti, la serenità, la salute, l’amore, la gioia e non soltanto un lavoro appagante ma stancante, che toglie troppo tempo alle proprie passione ed agli affetti.

Non è un caso infatti che negli Stati Uniti, da maggio a settembre 2021 si siano dimessi ben 20 milioni di lavoratori ed anche in Italia questo fenomeno si è propagato a macchia d’olio, ampliandosi ancor di più nei sei mesi successivi. Il suo nome è Great Resignation ed indica proprio l’esodo dei lavoratori, invogliati a lasciare il proprio impiego non soddisfacente. Analizzando persino tutto il 2021, il numero delle dimissioni raggiunge i 48 milioni di lavoratori, aggiungendo nel 2022 altri 5 milioni di lavoratori che hanno lasciato il lavoro, raggiungendo un vero e proprio record. Ma quali sono le reali cause di questo malessere? In primis la consapevolezza che il tempo a disposizione non è infinito e che, con gli interrogativi che può porre inaspettatamente la vita, tutto può succedere in tempi ristretti. Niente di nuovo, certo ma la pandemia è stata come un pugno in pieno volto che ha lasciato pochissimo spazio a sogni ed utopie, puntando alla concretezza di una vita appagata ma serena, in tutti i campi, lavoro compreso.

Analizzando ancora i numeri dei sondaggi degli Stati Uniti, poco più del 60% ha dichiarato di aver abbandonato il lavoro per un impiego maggiormente appagante sia concretamente che economicamente. Una motivazione più che valida che molti stavano procrastinando da tempo, trovando il coraggio soltanto dopo il primo lockdown. Il 42% ha invece affermato che viveva in loro la forte percezione che il lavoro rubasse tutto il proprio tempo, in piena modalità “YOLO”, acronimo di “You Only Live Once”, vivi una volta sola e fallo bene, senza rimpianti e senza pensare esclusivamente al lavoro. Ma la rivoluzione interna ed esistenziale non ha investito soltanto il lavoro bensì numerose sfere della propria quotidianità, passando anche per i rapporti interpersonali: numerose storie d’amore, anche importanti e longeve sono infatti arrivate al capolinea, altre invece hanno avuto il giusto slancio per ufficializzarsi, convivere, convolare a nozze o persino dare alla luce dei bambini.

Scelte importanti, che hanno al contempo creato anche un disequilibrio inconscio e concreto della propria routine. Non è un caso infatti, che il Parlamento italiano dopo anni di bagarre, abbia finalmente approvato il Bonus Psicologico. Si tratta di un contributo di massimo 600 euro una tantum per coprire 12 sedute di sostegno psicologico per coloro che hanno un Isee inferiore ai 50mila euro. Insomma, i grandi cambiamenti sono dietro l’angolo e non bisogna aver paura di affrontare l’ignoto ed al contempo il mutamento della propria routine, analizzando ciò che non ci appaga e provando ad ottenere ciò che è invece meglio per la nostra felicità e serenità. Anche da situazioni negative e drammatiche come una pandemia mondiale può giungere la spinta per un grande salto, volto a raggiungere mete insperate dalle quali la vista del panorama è davvero mozzafiato.

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