Elon Musk riconsidera l’acquisizione di Twitter

Botta e risposta tra il magnate che vuole ridimensionare la sua offerta per l’acquisizione del noto social ed i legali di Twitter che promettono una vera e propria battaglia giuridica: in caso di forfait si rischia una penale di un milione di euro

“Solo gli stupidi non cambiano idea” recita un vecchio adagio, che potrebbe adattarsi perfettamente alla situazione che sta vivendo il magnate Elon Musk nella possibile acquisizione di Twitter. Un affare davvero stellare, con un’offerta dal valore di 44 miliardi di dollari che avrebbe permesso di acquistare la società entro la fine del 2022. La stessa per la prima volta lascerebbe Wall Street per trasferirsi interamente nelle mani di un privato, che avrebbe il controllo totale del noto social network. Sarebbe stata l’operazione più costosa di un’azienda ad un compratore privato negli ultimi 20 anni, che ha destato numerose perplessità anche nei fruitori del noto social, preoccupati per la libertà d’espressione messa a dura prova da un unico proprietario. Se i cambiamenti spaventano chi li subisce, gli stessi devono essere ben valutati anche da chi li innesca ed incredibilmente, si è registrato un deciso passo indietro nella trattativa già nei giorni scorsi.

La motivazione ha sorpreso davvero tutti: i numeri del noto social infatti, sarebbero stati “gonfiati” per aumentarne il valore, omettendo milioni di profili fake. “La trattativa Twitter è temporaneamente sospesa in attesa di dettagli a supporto del calcolo che gli account spam/falsi rappresentano effettivamente meno del 5% degli utenti” è trapelato dal canale ufficiale del magnate, il quale ha avviato un’analisi indipendente del conteggio dei bot, stimandoli tra i suoi follower. Questa scelta non è andata proprio giù al team legale di Twitter, che ha contemporaneamente accusato lo stesso Musk di aver rivelato in un tweet la metodologia dell’azienda per stimare la percentuale di account bot. La stima quindi, potrebbe essere inesatta, lasciando crollare la quotazione dello stesso Twitter, che è ancora oggetto del desiderio di Musk ma con un’offerta fortemente al ribasso. La risoluzione della questione però, non è così scontata: l’accordo potrebbe concludersi al 50% di prezzo inferiore ma se Musk dovesse scegliere di ritirarsi, dovrebbe pagare una di 1 miliardo di dollari, citando il magnate persino in giudizio per danni morali e d’immagine.

La ghiotta telenovela però, si arricchisce anche di un’altra interessante puntata andata in scena nelle scorse ore. Lo stesso Musk infatti, ha dato vita ad un botta e risposta con un utente, ovviamente su Twitter, che richiedeva la possibilità di un’indagine della SEC, acronimo di Securities and Exchange Commission, ente federale statunitense che si occupa della vigilanza della borsa valori. Lo stesso miliardario infatti, ha preso il cinguettio come spunto per fare ironia e chiamare in causa proprio l’organo federale, con il quale in passato ha già registrato numerose controversie. “Il Ceo di Twitter ha pubblicamente rifiutato di provare che i bot siano inferiori al 5%. Questa operazione non può andare avanti fino a quando non lo farà”, ha ribadito lo stesso Musk, con una stima di bot che potrebbe aggirarsi persino intorno al 20%. Ci sarà da attendere ma ne vedremo sicuramente delle belle. Preparate i cinguettii!

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