Il conflitto tra Russia e Ucraina si sposta su TikTok, con reel e video in tempo reale di cittadini e soldati: ma attenzione alle fake news

Russia Tiktok

Il dramma della guerra diventa un momento di condivisione e community sul noto social network: una ricerca sottolinea però come veicoli in 40 minuti indistintamente informazioni reali e fake

La guerra ai tempi dei social network. Potrebbe essere un buon titolo per un libro contemporaneo o una nuova serie tv, eppure è la naturale evoluzione della tecnologia e del mondo del web, i quali, in sinergia, entrano in gioco come supporto fattivo ed emotivo di una popolazione dilaniata dal conflitto bellico. Ascoltare 24 ore su 24 il tragico suono delle sirene è una condanna perenne per tutti coloro che sono rimasti in Ucraina, nascondendosi in bunker e rifugi.

C’è chi esorcizza la paura suonando in strada il pianoforte forte e sempre più forte fino a coprire quelle sirene di morte e chi canta, per scacciare via ogni timore, anche quello di non farcelo. È il caso di una bambina di sette anni, Amelia Anisovych, che ha intonato, nascosta in un bunker, la colonna sonora del film di animazione Frozen in lingua ucraina. Il video è diventato subito virale ed è giunto anche all’interprete originale, la quale l’ha invitata in Polonia per un concerto a favore dell’Ucraina. E lì, sul palco, ha cantato ancora una volta, per l’occasione l’inno nazionale, ritrovando un attimo di serenità.

Fautore di questa piccola magia è stato TikTok, noto social network che colleziona video brevi, trend e reels, nelle ultime settimane dedicato in gran parte agli aggiornamenti sul conflitto ucraino dal fronte. Migliaia di contenuti caricati da soldati in guerra alla ricerca di 60’’ di spensieratezza, di una chiacchiera divertita o semplicemente, di riportare la loro reale testimonianza in giro per il mondo. Per dare una dimensione al fenomeno, basti pensare che lo scorso 12 febbraio, il video di un soldato che ballava il noto moonwalk di Micheal Jackson ha collezionato 12 milioni di like e migliaia di commenti da tutto il globo.

Non una mancanza di rispetto per le vittime di una tragedia ma la volontà di creare una rete, connessioni, comprensione, un senso di comunità per esorcizzare una catastrofe, nella quale ogni secondo è importante e può essere l’ultimo vissuto. Nella rete di TikTok è caduto inconsapevolmente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che visitando un ospedale di Kiev, ha raccolto consensi social dai più giovani. “Tutti ti supportano su TikTok”, gli ha svelato con un grande sorriso stampato in volto una ragazzina 16enne ricoverata dopo le ferite di guerra mentre cercava di scappare con la sua famiglia. Da applausi la risposta del presidente, che ha dichiarato divertito: “Cerco di fare sempre la cosa giusta per tutti. Ma quindi abbiamo occupato TikTok?”.

Se c’è ed è palpabile una grandissima fetta di fruitori di TikTok appassionata alle gesta ed ai racconti dei cittadini e dei soldati in Ucraina, c’è un’altra grande parte di utenti social che viaggia costantemente tra informazione e fake news. È proprio delle ultime ore, la notizia di un’indagine condotta da NewsGuard, organizzazione mondiale che monitora la disinformazione online, che ha eseguito dei test proprio sulla proposta delle informazioni che divulga TikTok. È emerso che, anche per i nuovi iscritti, l’algoritmo mostrerebbe numerose fake news sulla guerra in Ucraina, non distinguendole dalle informazioni reali e verificate.

Un dato che, qualora fosse realmente appurato, sarebbe un colpo gravissimo per il noto social. Secondo NewsGuard infatti, tra le false affermazioni mostrate nei primi 40’ dall’iscrizione, sarebbe stata veicolata più volte la notizia che gli Stati Uniti hanno laboratori di armi biologiche in Ucraina e che Putin sia stato aggiunto digitalmente sul video di una conferenza stampa di marzo. Anche TikTok ha provato a spiegare l’accaduto, sostenendo che l’esperimento offra conclusioni troppo affrettate e limitate sul modo in cui l’app funzioni realmente, ossia mai in maniera standard e ripetuta.

Un portavoce del noto social, ha confermato quanto si lavori quotidianamente per la fact-checking e la rimozione delle fake news, promuovendo un’esperienza sempre sicura per tutti gli utenti. Un monito indispensabile, ancor più considerando che i video con l’hashtag #Ucraina hanno ricevuto oltre 30 miliardi di visualizzazioni soltanto durante la scorsa settimana.

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