L’incredibile crisi di Facebook: scetticismo degli investitori e calo utenti record nell’ultimo trimestre del 2021

Facebook e Instagram a rischio chiusura in Europa

La concorrenza dei social network maggiormente amati dai giovani e l’ascesa di TikTok hanno reso la vita più complicata per il futuro dell’azienda Meta che dopo l’ufficialità del calo di utenti ha registrato a febbraio anche il crollo del 20% delle azioni in borsa

Tradizione contro innovazione: è l’eterno dilemma dell’età moderna, che investe boomer, Millennial e Gen Z. Se i più giovani stanno crescendo con i concetti di metaverso e token ben impressi nella mente e nel cuore, i meno adolescenti stanno continuando a subire i cambiamenti tecnologici di un universo, quello del web, in continuo mutamento. Gli stessi social network sono costretti a cambiare volto ed innovarsi con grande frequenza: non solo i tradizionali video e foto ma anche dirette, reel, boomerang e tutto ciò che possa catturare velocemente l’attenzione del fruitore, invogliandolo a ritornare. Non avremmo mai pensato però, che tutta questa entropia causasse delle vittime insospettabili. Ad esser finito nel calderone dei social in crisi è proprio Facebook, il primogenito di una lunghissima lista di fratelli e che ha compiuto da poco persino la maggiore età.

Diciotto lunghi anni di sperimentazioni e soddisfazioni: quasi tre miliardi di utenti attivi al mese da ben 170 paesi e disponibile in 100 lingue, ha visto un’ampia ascesa a metà nei primi anni 2000, utilizzato in primis per restare in contatto con amici e parenti lontani. Con il passare dei decenni, si è evoluto in uno strumento fondamentale per aziende, brand ed editori, con la possibilità di veicolare in maniera semplice ed efficace il traffico di notizie e prodotti. Al suo interno convoglia tutti i futuri derivati, dando spazio a video, foto, dirette e shopping, particolarmente attento alla privacy degli utenti ed alla tutela dei dati sensibili.

Cos’è successo, allora? I dati dell’ultimo trimestre presentati da Mark Zuckerberg sono impietosi: per la prima volta in 18 anni, gli utenti fissi del noto social sono calati drasticamente, trascinando con sé anche il titolo in borsa, crollato persino del 20%. I dati relativi agli utenti attivi mensili infatti segnano oltre 2.9 miliardi ma tra ottobre e dicembre 2021 Facebook ha perso circa 500mila utenti fidelizzati attivi giornalmente. La zona maggiormente interessata è quella del Nord America, dalla quale cui proviene la maggior parte degli introiti pubblicitari di Meta ed è questo il dato che fa maggiormente tremare i vertici. A non avere avuto problemi invece è Instagram: Zuckerberg non ha divulgato i dati ma in un lungo post pubblicato ovviamente proprio sui suoi canali social, ha individuato la causa del calo di Facebook nei competitor e nella costante ascesa in particolar modo di TikTok.

Questione di appeal quindi e di innovazione: la staticità del passato ha lasciato spazio all’innovazione ed alla rapidità del presente che si uniscono sinergicamente con le prospettive di un futuro sempre più creativo. Sono infatti i giovanissimi a fare la differenza, preferendo la fruizione e la creazione di short video da condividere con gli amici sui propri profilo social. Se nell’ultimo mese proprio Meta ha introdotto nella sua home i reel prendendo spunto da Instagram, è quest’ultimo che dovrà segnare uno spartiacque con tutti gli altri concorrenti, proseguendo su questa strada e rendendosi sempre più competitor proprio di TikTok, sfruttandone i punti deboli. Impossibile però, tranquillizzare gli investitori soltanto con delle proiezioni: lo scorso 2 febbraio 2022 è stata ufficializzata la notizia della perdita di utenti giornalieri di Facebook ed il titolo in borsa di Meta ha perso più di 200 miliardi di dollari, crollando del 20%.

Ma non è tutto: nell’ultimo trimestre del 2021 secondo i dati raccolti, l’azienda non ha saputo soddisfare le aspettative degli investitori nel campo degli utili per azione, fermi a 3.67 dollari contro un’aspettativa che era di 3.84 dollari. È in calo, è vero, ma resta assolutamente fruttuosa: da ottobre a dicembre 2021, ha contato entrate per oltre 33.6 miliardi di dollari. Nello stesso semestre dell’anno prima, le stesse erano poco più di 28 miliardi e gli utili sono stati di 10.2 miliardi di dollari. Ad aver influito, l’aumento dei costi nella supply chain e l’inflazione, che non ha risparmiato neanche le grandi aziende di comunicazione. A far discutere anche alcune scelte sui progetti da perseguire non sempre condivise e la provenienza dei principali introiti dell’azienda. Tra le ultime più note, gli effetti dell’App Tracking Trasparency di Apple, l’idea di creare una cryptovaluta di proprietà Meta poi accantonata dallo stesso Zuckerberg e il Reality Labs, iniziative di realtà virtuale ed aumentata che supportano il Metaverso. Insomma, è tempo per Facebook di rimboccarsi le maniche: il futuro infatti, non è così roseo come si potesse immaginare soltanto qualche anno fa.

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