Brand recognition e lead generation, tutti i segreti del funnel marketing

In un mercato sempre più competitivo ed ampio come quello del web, è necessario non solo mantenere sempre costante il valore della propria attività bensì accrescerlo per attirare sempre più fruitori. Per far sì che una strategia sia vincente, è necessario affidarsi al Funnel marketing, una struttura ad imbuto che schematizza al meglio i passaggi della trasformazione da utente interessato a cliente operativo. Il primo step fondamentale è quello del Brand awareness, ossia il grado di conoscenza di un brand per un’ampia fetta di pubblico di riferimento. Indica la sua identità, la riconoscibilità e quanto sia appetibile nel tempo, tramite il brand recall ed il processo finale di brand recognition, indicatori del successo di un’impresa nel presente e nel futuro. Per far sì che ciò si concretizzi, è necessario appellarsi in sinergia anche alla lead generation, ossia la creazione di interesse per l’utente, che l’azienda spera di commutare in acquirente.

Per un brand è fondamentale avere meno contatti ma del target desiderato, piuttosto che più contatti ma disinteressati alle vendite. Per convogliarli, è necessario attirarli. In passato, per generare lead bisognava acquisire liste di nominativi telefonici di precedenti contatti, per un meccanismo lungo e spesso poco fruttuoso. Negli ultimi decenni invece, l’avvento della tecnologia ha velocizzato le operazioni, ricercando i potenziali utenti in base a specifici criteri ed informazioni precise. A scendere in campo in prima persona è proprio l’azienda tramite tecniche di inbound marketing con metodi di outbound marketing usati in passato. Un piccolo investimento iniziale per dare il via ad un puzzle di fruitori poi fidelizzati e già certi del brand che stanno scegliendo.

Il metodo tradizionale più utilizzato per creare lead è il sito web, che permette di creare contenuti specifici, da implementare con blog e social network affidandosi al content marketing, raggiungendo così una fetta di pubblico variegata e più ampia. Una scelta ugualmente sicura è l’email marketing, utile per distribuire contenuti, inviare inviti agli eventi, condividere notizie di flusso rimanendo in modo rapido ma non invasivo in contatto con i clienti. Più specifico l’event marketing, che racconta il brand tramite incontri, stabilisce rapporti personali con i clienti con un coinvolgimento più forte dei partecipanti. Da non sottovalutare l’importanza assoluta del SEO e del SEM per indicizzare al meglio i propri contenuti nei motori di ricerca, in modo che siano visibili, fruibili e sempre in cima alle preferenze, aumentandone la rintracciabilità.

Una volta sistemata la lead generation, i riflettori vengono puntati sul ruolo dell’utente che per diventare consumatore deve essere incentivato nel modo giusto. I brand spesso ricorrono infatti ai lead magnet, letteralmente una calamita per clienti. Nulla di ingannevole o mendace, sia ben chiaro: un ebook, un tutorial, un corso gratuito o dei benefit in cambio della propria mail e del contatto diretto con l’azienda. Una volta che si è acquisito il cliente, il piano marketing non è assolutamente terminato: si tratta di un nuovo inizio, puntando al mantenimento della reputazione on line e della fidelizzazione del follower. È bene, nella moltitudine dei casi, affidarsi quindi ad agenzie specializzate che possano costruire un percorso ad hoc e personalizzato a lungo termine per le aziende. Perché la qualità è sempre la scelta giusta, così come la competenza e la professionalità.

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