Diversi…ma non troppo: Boomer, Millennial e Zoomer si danno appuntamento per la rivoluzione del web

Generazioni a confronto con target di interessi ed esigenze pronte al cambiamento, influenzate dai maggiori eventi culturali, politici e sociali della storia del Mondo. La convergenza è sempre nel mondo dei media, con un futuro che si prospetta iperconnesso ed esigente

“Ai miei tempi”. Quante volte abbiamo ascoltato questa frase e quante volte, negli ultimi anni, siamo stati proprio noi a pronunciarla alle generazioni più giovani, che stanno crescendo a suon di console, smartphone, realtà virtuale, tablet e social media. C’è però un mondo, quello dell’on line, nel quale ogni differenza crolla, creando più similitudini di quante immaginiamo tra le svariate fasce d’età. La prima scissione riguarda proprio la generazione di riferimento. Ma cosa si intende con questo termine? Consultando il dizionario italiano, comprende un gruppo di persone coetanee o che vivono nello stesso periodo, considerate nel loro insieme. Più interessante la sfumatura sociologica: “insieme di persone che è vissuto nello stesso periodo ed è stato esposto a degli eventi che l’hanno caratterizzato, raggruppando quegli individui segnati dagli stessi eventi condividendo un sistema valoriale ed una prospettiva sul futuro omogenee”. Ovviamente, il tutto è definibile solo a posteriori, quando la sua influenza sulla storia e nella società è terminata.

Certo, il mondo del web non è complesso come quello della sociologia ma ugualmente singolare e specifico nell’analizzare i suoi utenti. Proprio per questo, li ha divisi genericamente in tre fasce di riferimento. La prima è quella dei Baby Boomers. Non vi fate ingannare dal nome: non si tratta dei più giovani ma di coloro che, nati tra il 1946-1964, hanno vissuto l’aumento demografico del post guerra. Gli eventi segnanti sono noti ai più: l’ottimismo del secondo dopoguerra ed il movimento hippie, l’assassinio di J. F. Kennedy e Martin Luther King, la guerra fredda e quella in Vietnam, il femminismo, la rivoluzione sessuale e le lotte per i diritti civili. Il tratto distintivo è proprio la ricostruzione, il cambiamento in vista del futuro: si sono ricreati dalle macerie riuscendo ad acquistare case, formare famiglie, prospettive, lavoro. Fiduciosi, ambiziosi e idealisti, sanno lottare per i propri diritti ma credono nel potere delle Istituzioni. I più adulti hanno circa 70-75 anni ed amano i media tradizionali quali tv, radio, giornali e riviste. In molti casi non hanno un rapporto profondo con la tecnologia, prediligendo gli smartphone soprattutto per restare in contatto con amici e parenti.

Proseguiamo nel cammino della conoscenza degli utenti del web e ci imbattiamo nella Gen X, coloro che sono nati tra il 1956 ed il 1980.  Il termine è stato ideato e creato dallo scrittore canadese Douglas Coupland e ne riflette delle caratteristiche molto aperte, prive di un’identità sociale precisa. E’ una generazione schiacciata, cresciuta all’ombra dei baby boomers e che ne ha sofferto il successo, non riuscendo ad emularlo…forse neanche provandoci. In questa categoria fanno parte anche gli “X-ennials”, i più giovani della generazione X, gli attuali 40enni, che hanno imparato in breve tempo la necessità di essere versatili e di cambiare le prospettive modellandole al mutamento della società. Gli eventi più segnanti sono stati la fine della guerra fredda, la caduta del muro di Berlino, il crollo del mercato azionario, l’AIDS, la globalizzazione. Essendo i primi ad essere cresciuti con le nuove tecnologie, hanno una straordinaria apertura mentale, che li aiuta nei cambiamenti del futuro. Proprio per questo prediligono i media tradizionali come giornali, tv e radio ma utilizzano spesso anche il digitale e con disinvoltura, attenti a non farsi sopraffare dall’iperconnessione e dall’entropia.

Scaliamo ancora le gerarchie ed ecco che arriviamo ai Millennials, coloro che sono nati tra il 1981 ed il 1996. Il termine è stato accreditato al genio di Neil Howe e William Strauss, ispirati dall’imminente millennio che ha influenzato sempre di più la coscienza culturale con le moderne tecnologie della comunicazione. Inizialmente, i Millennials furono definiti pigri, superficiali, egocentrici, vanitosi, interessati soltanto ai social media ed all’esteriorità. Resta però la fascia di pubblico più ampia e studiata, unendo nella propria quotidianità tradizione ed innovazioni: sono Connected ossia in rete con tutto il mondo, Confident e sicuri di se stessi per emergere ed infine e Open to Change, cioè pronti ai cambiamenti. Ciò li rende altamente multitasking e iperconnessi, fruendo in maniera decisa di ogni media.

Ultima ma non per importanza, la Generazione Z, classe 1997 fino ai giovanissimi 2012, denominati da William Strauss e Neil Howe anche Homeland Generation. Un evento di importanza globale ha scosso infatti quegli anni: l’attacco alle Torri Gemelle, avvenuto l’11 settembre 2001. Un clima di terrore che avrebbe potuto investire anche i giovani, sulla carta meno propensi a scoprire il mondo trovando le proprie sicurezze tra le mura domestiche e familiari. Il rapporto con il mondo hi tech è profondissimo, spesso definiti anche Zoomer, in opposizione quindi con i Boomer. E’ una generazione della verità, alla ricerca di autenticità, libertà di espressione e la comprensione della comunità circostante. Vive di resilienza e creazione di prospettive, alternando lavoro, studio, tempo libero, impegni e distrazioni, puntando sul multitasking. Sono cittadini e consumatori informati, esigenti ed attenti, che puntano alla qualità. Ma non solo: si affidano alle opinioni di amici ed influencer, hanno un’identità ben precisa che vogliono ritrovare nei brand e l’esigenza di sentirsi unici in stile, hobby e passioni. Un occhio ben attento anche alle questioni sociali, convinti di poter cambiare il mondo. E’ una generazione 2.0 mobile first, iperconnessa: chat, videochiamate ed un lessico innovativo e rapido come le emoji, sovraesposta anche ai rischi della rete e dei suoi fenomeni negativi come il cyberbullismo.

Manca ancora qualcosa…anzi, qualcuno. Abbiamo detto all’inizio del nostro viaggio, che una generazione può essere definita tale solo guardando dal futuro al passato ma il tempo che stiamo vivendo è così ricco e mutevole che è possibile persino predire e stilare i tratti distintivi dell’attuale trend di utenti, la Generazione Alpha. Ne fanno parte coloro che sono nati tra il 2012 ed il lontanissimo 2056 chiamati anche “Generation Glass”, che cresce interfacciandosi agli schermi di vetro degli smartphone e dei tablet per giocare ed imparare. Si è immersi nella tecnologia sempre in divenire, con un’immensa rapidità a veicolare ogni tipo di informazione da ogni media, padroneggiando anche più supporti contemporaneamente. Sono figli di genitori consapevoli ed amanti del digitale, tendenti all’egocentrismo e con un bisogno di immediata gratificazione, che ricevono costantemente con i loro supporti elettronici. Questo concetto è stato ampliato e stravolto anche dalla pandemia covid, che li ha costretti ad interfacciarsi esclusivamente con la famiglia o con la realtà virtuale, riducendo sempre di più i contatti reali. Non hanno mai conosciuto un mondo senza tecnologia, diventando consumer sempre più esigenti e conoscendo ogni social media da Youtube a Tik Tok, passando per Twitch, Instagram e persino Alexa. Il futuro sarà il loro ma anche il nostro e come tale va preservato, non dimenticando mai le proprie origini. Parola di Boomer.

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